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Carissime Colleghe e carissimi Colleghi,
Radio-oncologia: l’evoluzione continua, per tutti. È questo il filo conduttore che ispira il Congresso nazionale AIRO di quest’anno (Rimini, 20–22 novembre 2026), un appuntamento che rappresenta un momento particolarmente significativo per la nostra comunità scientifica. Un’edizione che assume un valore ancora più rilevante perché si configura come Congresso congiunto con AIRB e AIRO Giovani.
Il Congresso si articolerà in tre giornate secondo una struttura pensata per favorire equilibrio tra aggiornamento scientifico, confronto multidisciplinare e momenti di condivisione. Le sessioni plenarie e parallele saranno distribuite nell’arco dell’intera durata del Congresso, con percorsi tematici integrati dedicati all’innovazione tecnologica, alla radioterapia di precisione, all’integrazione con le terapie sistemiche, alla ricerca radiobiologica, alla teranostica e alla sostenibilità dei percorsi di cura. Ampio spazio sarà riservato alle sessioni congiunte con altre Società scientifiche. In continuità con il modello già sperimentato negli anni precedenti, sono previsti momenti di interazione, networking e letture.
La struttura complessiva del Congresso è stata progettata per garantire fluidità, partecipazione trasversale e valorizzazione dei contenuti, mantenendo al centro l’integrazione multidisciplinare e la qualità dell’esperienza congressuale. Il programma scientifico riflette con chiarezza la vitalità della radio-oncologia italiana e la crescente centralità di questa disciplina nei percorsi di cura.
AIRO 2026: competenze che evolvono, clinica che si integra, impatto che cresce
La radio-oncologia sta vivendo un passaggio culturale profondo, poiché è chiamata a superare una lettura esclusivamente tecnica o localizzata del proprio ruolo. Questa evoluzione coinvolge l’intera comunità professionale, richiedendo un percorso di crescita condiviso e accessibile a tutti. La radiazione ionizzante non può più essere considerata soltanto uno strumento di danno al DNA, ma deve essere interpretata come un agente terapeutico complesso, selettivo e biologicamente attivo, capace di interagire non solo con la cellula tumorale, ma anche con il microambiente, con la vascolarizzazione e con il sistema immunitario.
È questo uno dei messaggi più forti da ribadire: la radiazione è sempre più assimilabile a un vero e proprio farmaco target, da prescrivere con “intelligenza biologica” oltre che con precisione geometrica. Questa visione modifica profondamente anche il nostro modo di pensare la pratica clinica quotidiana. Se la radiazione è un farmaco, allora la dose diventa dosaggio, il frazionamento diventa schema terapeutico, il volume bersaglio diventa selezione accurata del target biologico, all’interno di un processo decisionale che deve necessariamente essere condiviso e multidisciplinare.
Non si tratta di una formula evocativa, ma di una nuova grammatica della radioterapia oncologica di precisione: una grammatica nella quale dosi ablative, ipofrazionamenti, adattamento del trattamento e combinazioni con i farmaci non sono più soltanto scelte tecniche, ma decisioni cliniche complesse, capaci di produrre effetti biologici differenti e potenzialmente complementari. In questo contesto, la multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà diventano condizioni imprescindibili, fondate sull’integrazione reale tra clinica, fisica, biologia e ricerca traslazionale.
In questa prospettiva, il Congresso AIRO 2026 si propone non solo come occasione di aggiornamento scientifico, ma come luogo di elaborazione culturale, di integrazione delle competenze e di confronto strategico sul futuro della nostra disciplina. La radioterapia oncologica del presente e del prossimo futuro richiede infatti una visione ampia e inclusiva, capace di coniugare innovazione tecnologica, conoscenza biologica, personalizzazione terapeutica, lavoro in team, valorizzazione delle nuove generazioni e centralità del paziente.
Con questo spirito, auspico che l’incontro di Rimini rappresenti per tutti noi un’occasione preziosa di crescita scientifica e professionale, di condivisione e di rinnovata consapevolezza del ruolo che AIRO è chiamata a svolgere nel promuovere un’evoluzione culturale realmente condivisa, multidisciplinare e orientata all’oncologia clinica moderna.
Stefano Pergolizzi – Presidente AIRO
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